Una partita che vale 300 milioni

5 GIU 19
Ultimo aggiornamento: 13:05
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S e cercate la partita più ricca del mondo, non la troverete al Wanda Metropolitano di Madrid, con la Champions League in ballo. No, perché la gara con il montepremi più alto di sempre si è giocata lunedì scorso a Wembley: in campo Aston Villa e Derby County, in palio la promozione in Premier League e quasi 200 milioni di euro.
Tanto vale infatti la vittoria nella finalissima dei playoff della Championship, la serie B inglese. Questa è quindi la cifra che si è garantita l’Aston Villa, che ha battuto 2-1 il Derby County guadagnandosi la promozione insieme a Norwich e Sheffield United (le prime due in classifica in stagione). Le tre neopromosse si sono garantite un assegno da almeno 170 milioni di sterline (circa 195 milioni di euro) anche nel caso retrocedessero subito, grazie ai ricchissimi ricavi da diritti tv in Premier League: intorno ai 96 milioni di sterline (110 milioni di euro) dalle televisioni anche finendo all’ultimo posto, il resto in paracadute retrocessione per le due stagioni successive.
Nel caso invece riuscissero a salvarsi, per le neopromosse l’assegno per due stagioni in Premier raggiungerebbe i 300 milioni di sterline (340 milioni di euro), di cui circa 200 milioni (225 milioni di euro) dai diritti tv per i due campionati nella massima serie e il resto in paracadute per i tre anni a seguire. Considerando che nelle ultime dieci stagioni, fino al 2018/19 compreso, 19 dei 30 club promossi (ovvero il 63 per cento) hanno evitato la retrocessione nella loro prima stagione in massima serie, l’obiettivo dei 300 milioni non è così lontano.
Ben diverse le cifre per chi è rimasto, suo malgrado, a lottare in Championship. Il Derby County, ad esempio, nelle stesse cinque stagioni in cui l’Aston Villa potrebbe guadagnare fino a 300 milioni di sterline, restando sempre in serie B potrà incassare un massimo di 34 milioni di sterline (circa 40 milioni di euro) complessivo. In sostanza, la mancata promozione porta ad avere ricavi pari a poco più di 1/10 rispetto a chi è riuscito a centrare il salto.
Matteo Spaziante